Qualche anno fa ascoltavo la radio, quando improvvisamente parte un pezzo che non conoscevo, ma che cattura subito la mia attenzione.
Lo ascolto in silenzio, concentrata, perché sento che sta toccando corde profonde.
Poi arriva l’inciso. Il brano si apre, si espande. Mi emoziono, mi commuovo.
È Both Sides Now di Joni Mitchell. Scritta nel 1966, quando aveva circa 23 anni.
Vado a cercare il testo, lo traduco, e provo a immaginare questa giovane donna che — in preda all’ispirazione — scrive quello che , secondo me, è una breve versione poetica taoista.
Parla del guardare le cose da entrambe le parti, perché l’una non esisterebbe senza l’altra: l’entusiasmo e la disillusione, l’amore e la perdita, la speranza e la delusione.
Accogliere entrambe le facce. Riconoscere che anche ciò che sembra un inciampo fa parte del cammino.
“Oh, ma ora i vecchi amici si comportano in modo strano / E scuotono la testa, dicono che sono cambiata / Beh, qualcosa è andato perso, ma qualcosa si è guadagnato / Nel vivere di ogni giorno”
È da lì che nasce la nostra capacità di trasformarci, di adattarci, di guarire.
Perché è solo attraverso il cambiamento interiore che il processo di guarigione può avvenire — e questo, la Medicina Cinese lo insegna da millenni.
L'ho invidiata per aver avuto quest'illuminazione così giovane e, al contempo, l'ho amata.
“Sono le illusioni della vita ciò che ricordo / In realtà non conosco la vita / In realtà non conosco affatto la vita”.
Oggi, ogni volta che riascolto quel brano, mi ricordo una cosa semplice e potente: non serve capire tutto.
Basta essere disposti a vedere, da entrambi i lati.
#DoppioGioco #bothsidesnow #jonimitchell #musicaemozione #riflessioni #taoismo #yineyang
#medicinacinese #consapevolezza #crescitainteriore #armonia #trasformazione
#filosofiatagliacuore #ascoltarsi #simona_bianchi_medicina_cinese
Lo ascolto in silenzio, concentrata, perché sento che sta toccando corde profonde.
Poi arriva l’inciso. Il brano si apre, si espande. Mi emoziono, mi commuovo.
È Both Sides Now di Joni Mitchell. Scritta nel 1966, quando aveva circa 23 anni.
Vado a cercare il testo, lo traduco, e provo a immaginare questa giovane donna che — in preda all’ispirazione — scrive quello che , secondo me, è una breve versione poetica taoista.
Parla del guardare le cose da entrambe le parti, perché l’una non esisterebbe senza l’altra: l’entusiasmo e la disillusione, l’amore e la perdita, la speranza e la delusione.
Accogliere entrambe le facce. Riconoscere che anche ciò che sembra un inciampo fa parte del cammino.
“Oh, ma ora i vecchi amici si comportano in modo strano / E scuotono la testa, dicono che sono cambiata / Beh, qualcosa è andato perso, ma qualcosa si è guadagnato / Nel vivere di ogni giorno”
È da lì che nasce la nostra capacità di trasformarci, di adattarci, di guarire.
Perché è solo attraverso il cambiamento interiore che il processo di guarigione può avvenire — e questo, la Medicina Cinese lo insegna da millenni.
L'ho invidiata per aver avuto quest'illuminazione così giovane e, al contempo, l'ho amata.
“Sono le illusioni della vita ciò che ricordo / In realtà non conosco la vita / In realtà non conosco affatto la vita”.
Oggi, ogni volta che riascolto quel brano, mi ricordo una cosa semplice e potente: non serve capire tutto.
Basta essere disposti a vedere, da entrambi i lati.
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