Il concetto di simbolo in Medicina Cinese.
Un simbolo non è un segno. Non serve a spiegare, ma ad evocare.
È qualcosa che non si afferra con la mente, parla di noi, ma in un linguaggio dimenticato.
Ci chiede di ricordare.
La visione orientale ci offre un'immagine potente.
La visione cinese interpreta il simbolo (Xiang) come qualcosa di cui vi è traccia ma che non è presente.
Chiarisce questa definizione il significato stesso della parola Xiang che sta per simbolo, figura , somiglianza, rappresentare, apparenza, elefante....elefante?
Eh si, una figura significativamente presente per dimensione e pesantezza ma che non è presente, c'è solo la sua impronta come unica traccia di passaggio e quell'orma è il simbolo dell'elefante stesso.
Non lo vedi, ma sai che è stato lì.
Il simbolo non appartiene al mondo dell’esistenza, ma dell’essenza..
È come il sogno: ci parla senza parole.
Per accedere al linguaggio dei simboli serve qualcosa di più del pensiero.
Serve ascolto.
Serve intuizione.
Serve la disponibilità a riconoscere ciò che già sappiamo, ma che avevamo dimenticato o che non vogliamo comprendere.
Il corpo stesso è un simbolo.
Ogni sua forma, ogni sua funzione, ogni suo disagio è la traccia di qualcosa di più grande.
La Medicina Cinese, da sempre, legge il corpo così: come il punto d’incontro tra forma e archetipo, tra materia ed energia, tra Yin e Yang.
Cito un passaggio dal libro di Lomuscio "il simbolismo del corpo umano", dove dice: dentro di noi la verità è una tavola già imbandita, si tratta soltanto di aprire gli occhi e guardarla, riconoscerla.
Il simbolo non si spiega. E quando lo riconosci, ti ritrovi anche tu.
Come diceva Terzani:
“Vivi una vita in cui puoi riconoscerti.”
Fonti:
– Alberto Lomuscio, Il simbolismo del corpo umano
– Huainanzi, antica cosmologia taoista
– Tiziano Terzani, Un altro giro di giostra
#SimonaBianchiMedicinaCinese #tucomelavedi #tuina #agopuntura
#MedicinaCinese #Simbolo #CorpoMente #Xiang #FilosofiaCinese #Archetipi #ConosciTeStesso #EnergiaEStruttura #CorpoUmano
Un simbolo non è un segno. Non serve a spiegare, ma ad evocare.
È qualcosa che non si afferra con la mente, parla di noi, ma in un linguaggio dimenticato.
Ci chiede di ricordare.
La visione orientale ci offre un'immagine potente.
La visione cinese interpreta il simbolo (Xiang) come qualcosa di cui vi è traccia ma che non è presente.
Chiarisce questa definizione il significato stesso della parola Xiang che sta per simbolo, figura , somiglianza, rappresentare, apparenza, elefante....elefante?
Eh si, una figura significativamente presente per dimensione e pesantezza ma che non è presente, c'è solo la sua impronta come unica traccia di passaggio e quell'orma è il simbolo dell'elefante stesso.
Non lo vedi, ma sai che è stato lì.
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È come il sogno: ci parla senza parole.
Per accedere al linguaggio dei simboli serve qualcosa di più del pensiero.
Serve ascolto.
Serve intuizione.
Serve la disponibilità a riconoscere ciò che già sappiamo, ma che avevamo dimenticato o che non vogliamo comprendere.
Il corpo stesso è un simbolo.
Ogni sua forma, ogni sua funzione, ogni suo disagio è la traccia di qualcosa di più grande.
La Medicina Cinese, da sempre, legge il corpo così: come il punto d’incontro tra forma e archetipo, tra materia ed energia, tra Yin e Yang.
Cito un passaggio dal libro di Lomuscio "il simbolismo del corpo umano", dove dice: dentro di noi la verità è una tavola già imbandita, si tratta soltanto di aprire gli occhi e guardarla, riconoscerla.
Il simbolo non si spiega. E quando lo riconosci, ti ritrovi anche tu.
Come diceva Terzani:
“Vivi una vita in cui puoi riconoscerti.”
Fonti:
– Alberto Lomuscio, Il simbolismo del corpo umano
– Huainanzi, antica cosmologia taoista
– Tiziano Terzani, Un altro giro di giostra
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